sabato 9 agosto 2014

Mega Shark vs. Mecha Shark

Mostro
2014
di Emilie Edwin Smith

Disponibile in ITALIANO

A un'anno di distanza dall'ultima recensione rieccomi qua, in questo caso a recensire il terzo capitolo della saga di Mega Shark. Si tratta di un sequel ma un po' anche di un remake/reboot, dato che abbiamo a che fare con un megalodonte diverso da quello dei film precedenti ma avente la stessa origine.

Infatti il film inizia con una nave da cargo che sta trainando nel porto di Alessandria D'Egitto un iceberg contenente lo squalo gigante (non chiedetemi perché). L'equipaggio è troppo impegnato a citare Bukowski e a bere tequila per accorgersi che l'iceberg si sta frantumando (cosa mai potrebbe succedere a portare un iceberg in Africa?), così lo squalo si libera e per rigraziare dà una bella pinnata alla nave, facendola volare nel deserto non senza aver decapitato la sfinge prima dell'atterraggio.
A seguire una sequela di notizie da telegiornale in cui si spiega come l'evento abbia causato la chiusura di rotte commerciali per nave, terra e aria causando una crisi economica globale, per cui l'ONU e il Pentagono decidono di fare qualcosa. E qui entrano in scena i nostri due protagonisti, moglie e marito, proprietari di un sottomarino a forma di squalo con gli interni riciclati dai robottoni di Atlantic Rim e un computer di bordo di nome Nero che è una specie di HAL-9000 de noaltri. Vengono reclutati dalla marina USA, che ha costruito una versione gigante del suddetto sottomarino-squalo e via che si va a bombardare il megashark - ma per sbaglio anche sottomarini, navi, portaerei etc.

Non mancano in questo film le cazzatine del caso: l'equipaggio di un sottomarino delle dimensioni di un megalodonte che consiste in una sola persona  che lo pilota (e a un certo punto manco quella), un'inutile giornalista che compare a caso svariate volte durante il film, la sottotrama a base di figli morti e salvataggio di bambini, i battibecchi fra scienziati eco-friendly e militari "chemifregabombardiamotutto", il desiderio di proceare del megsqualo etc.
Per l'occasione Debbie Gibson riprende il ruolo che aveva nel primo film, ma il suo è poco più che un cameo dato che appare giusto un paio di volte per offrire consulenze scientifiche, e ritorna la mitica scena dello squalo che si libra in aria per sgranocchiare un aereo di linea (ma stavolta con esito diverso da quanto accaduto in precedenza). Effetti speciali buonetti, anche se bisogna dire che le scene subacquee aiutano.

Tutto ciò comunque non basta per evitare che il film dalla metà in poi precipiti nella noia, neppure il mechashark col computer di bordo impazzito che se ne va in giro per Sidney sui cingoli ad attaccare la gente. Peccato perché il film era partito bene e solo da un certo punto in poi si tramuta nella solita solfa "mostro vs. umani", conclusa peraltro frettolosamente. Siamo di fronte a un terzo capitolo abbastanza mesto che avrebbe potuto essere meglio di quel che è, ma ho come l'impressione che si tratti del prepensionamento di questa "saga": nonostante la fama che Mega Shark si era guadagnato nell'ultimo quinquennio come marchio di fabbrica della Asylum, oramai è evidente che i prodotti di punta del nostro studio preferito sono altri (qualcuno ha detto Sharknado?). Non lo straconsiglio quindi, ma per completezza andrebbe visto.

2 commenti:

  1. Innanzi tutto ben ritornato :)
    Questo l'ho visto: è un peccato per i tempi morti...

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    1. Grazie :) Ci sono un paio di cose interessanti al momento per cui penso che ci saranno altre recensioni a breve.

      Comunque si' peccato, un'occasione mancata. Almeno l'avessero buttata sull'assurdo stile Megapiranha tirando fuori una cazzata dietro l'altra, almeno sarebbe stato divertente...

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