lunedì 27 agosto 2012

Alien abduction

Fantascienza
2005
di Eric Forsberg

Disponibile in ITALIANO

Un bel tuffo nel passato, quasi alle origini del nostro movie studio preferito, anche se il regista è un nome rimasto legato alla Asylum anche per altri titoli successivi più recenti (uno fra tutti l'insuperabile Mega Piranha).
Come dicevo altrove all'epoca la Asylum non aveva ancora trovato la sua vera strada, quella del mockbuster, e realizzava per lo più dei fanta-horror che generalmente non brillavano per alcun motivo in particolare, pur avendo ogni tanto qualcosa di interessante come in questo caso, che ora andiamo ad analizzare più in dettaglio.

Trama: due coppiette spensierate sulla trentina (anche se si comportano come se avessero metà della loro età) campeggiano in un bosco, quando una delle due ragazze filma casualmente con la videocamera un disco volante; ma quando mostra il video agli amici non si vede niente e a parte il tizio dell'altra coppia non le crede nessuno, e immancabilmente il suo ragazzo se ne esce con l'originalissima battutona "Tu guardi troppi film di fantascienza". Peccato perché di lì a poco tutti e quattro vengono rapiti da questi alieni, e si ritrovano a dimenarsi in modo scomposto in una piscina gonfiabile sgonfiata, o una montagna di cartapesta del presepe o quel che è (che poi sarebbero gli interni organici dell'astronave aliena, suppongo). Poco dopo la tizia si risveglia in un ospedale militare segretissimo del governo, in cui si curano (a quanto pare piantando in testa ai pazienti il mixer a immersione) i sopravvissuti ai rapimenti alieni, e gestito dalla versione yankee di Ilsa la belva delle SS - che tra l'altro indossa un'uniforme alquanto improbabile, con minigonna e senza camicia sotto la giacca. Sembra però che di lì non se ne possa andare, e ci si mettono pure altre cose losche tipo scienziati che fanno esperimenti su umani e alieni; per cui la tizia s'insospettisce e tenta di fuggire, grazie anche all'aiuto di un dottore e di un infermiere in disaccordo con la gestione della base e quello che vi accade, finendo con lo scoprire un'agghiacciante verità.

Questa pellicola affronta secondo me in modo abbastanza originale e interessante una situazione cinematografica abbastanza abusata come quella del rapimento alieno, e in particolare il colpo di scena finale - su cui senza troppo spoilerare posso dire che rovescia improvvisamente la situazione che si ha avuto davanti per tutto il film, spiegando diverse cose - è secondo me veramente un'ottima idea. Purtroppo un budget non esattamente all'altezza fa sì che tutto ciò non venga valorizzato a dovere, regalandoci le tipiche situazioni da cinema trash: effetti speciali caserecci (le mani plasticose degli alieni all'inizio mi hanno fatto pensare all'istante al celebre artiglio inguinale de Il bosco 1), una colonna sonora da videogioco cyberpunk della seconda metà degli anni novanta, e personaggi che tendono all'idiota andante coadiuvati da una recitazione alla meno peggio, con l'eccezione della protagonista interpretata da Megan Lee Ethridge che spicca su tutto ciò sia per capacità recitative che per presenza fisica (e se siete anche a caccia di qualche scena di nudo sappiate che questa bellezza la vedrete abbastanza svestita durante il film).

Insomma, per quel che mi riguarda mi sembra che gli elementi buoni di questa pellicola siano tali da aver potuto meritare una messa in scena migliore; comunque il film si lascia guardare lo stesso, e quindi mi sento di consigliarlo, perché nonostante qualche buco offre una storia i cui eventi alla fine ricevono una degna spiegazione (che può sembrar banale ma ormai non possiamo dare ciò per scontato nemmeno nei film da centinaia di milioni di dollari).

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