venerdì 11 novembre 2011

Lethal alligator, ovvero Supercroc

Mostro
2007
di Scott Harper

Disponibile in ITALIANO

Battute sul nome patatinoso di questo mostro non ne facciamo, dato che ormai le hanno già fatte tutti quelli che hanno "affrontato" questo film prima di noi, e passiamo alla trama. Anzi no, perché c'è ben poco da dire, oltre al fatto che ci sono dei soldati in un bosco vicino a un fiume che iniziano a essere massacrati da un coccodrillone gigantesco, che finirà per spostarsi dal suo campestre ecosistema alla città (con l'intento di seguire le sue uova rubate da una scienziata) ma soltanto per finire morto ammazzato.

Molto probabilmente si tratta di uno dei film più modesti e più economici del nostro studios preferito, tanto che rientra fra quelle pellicole tipo Way of the vampire o Alien abduction che non sono nemmeno più messe in vetrina sul sito della Asylum. Le locations si dividono fra la solita pineta e una stanza che nella finzione del film è da qualche parte a Los Angeles ed è il quatier generale delle operazioni di questo generale che gestisce l'emergenza coccodrillone; gli ultimi minuti del film sono girati in una strada cittadina (di una piccola cittadina). A completare lo spettacolo c'è qualche immagine di repertorio di eliporti dell'esercito americano e qualche elicottero in CG in volo.
E, a proposito della CG, veniamo a lui, il protagonista: il supercroc, a cui non potrete far altro che voler bene sin dal primo istante, per poi proseguire per quei pochi attimi in cui lo si vede per tutta la durata della pellicola a cui dà il nome. Lui, che è riuscito a sopravvivere indisturbato dai tempi dei dinosauri nascosto da qualche parte nel sottosuolo contro ogni verosimiglianza scientifica; lui, con i suoi movimenti sgraziati, e il suo innato istinto di sopravvivenza che lo porterà ad avventurarsi nella "grande città" per salvare la prole non prima di essersi innalzato nell'aere per azzannare un elicottero in volo (anche se pochi minuti prima non è riuscito a fare qualcosa di meno impegnativo come arrampicarsi su un albero). Gli vorrete bene, perché gli esseri umani di sto film - come spesso e volentieri accade in questo genere di film - sono odiosi, specialmente le due donne (la soldatessa e la scienziata) che si mettono a snocciolare ininterrottamente descrizioni sulle abitudini dei coccodrilli che neanche la buonanima di Claudio Capone nei documentari di Superquark; e godrete nel pensare che, se il film continuasse anche dopo la sua fine, quell'ovetto di suprecroc darà alla luce un nuovo coccodrillone che se li mangerà tutti quanti (e scusate lo spoiler, ma lo sapete bene che ogni film a base di mostri assassini ovipari finisce con un'uovo del mostro nascosto da qualche parte che si sta schiudendo).

Concludendo, direi che l'estrema pochezza di questo film è proprio la motivazione principale per cui vi consiglio di guardarlo. So che la Asylum dai tempi in cui ha realizzato questo film poi ha iniziato a sparare anche molto più in alto, ma tornare alle origini ogni tanto può far bene.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...