giovedì 24 novembre 2011

Meteor apocalypse

Disaster movie
2010
di Micho Rutare

Disponibile in ITALIANO

Praticamente c'è Joe Lando - che tutti conosciamo perché una qualche estate del decennio scorso l'abbiamo visto a ora di pranzo nei panni del mezzo indiano capellone del telefilm La signora del west - che è uno scienziato, che come sempre in questi casi molla a casa la famiglia per andare al lavoro a un'ora improbabile. Poco dopo iniziano a piovere pezzi di meteorite che avvelenano l'acqua, cosicchè la gente contaminata di Los Angeles (o di Las Vegas? o di entrambe?) viene messa in quarantena e sballottata fra le due città. Fra questi anche la famiglia di Joe Lando, che si metterà a girovagare fra le due città in compagnia di un'altra sopravvissuta (che a un certo punto ci prova pure) in cerca di acqua imbottigliata e della sua famiglia, per poi finire su delle montagne dove ritrova moglie e figlio. Alla fine la città (non ricordo quale delle due) viene distrutta dal supermeteorite ma sono tutti felici e contenti perché un elicotterone dell'esercito è nel contempo sopraggiunto per salvare appositamente l'allegra famigliola.

Premesso che 1) i disaster movie non mi dicono gran ché, 2) l'elemento religioso-cristiano non fa altro che aumentare il lato trash della faccenda, devo dire che non è stato poi così terribile. Sarà che son partito a guardarlo un po' prevenuto, ma non è stata una cosa noiosa e interminabile come 2012 Supernova, anzi pur essendoci abbastanza presupposti per poter essere una bruttura di film (e ovviamente in un certo qual modo evidentemente lo è) invece sta abbastanza su, nonostante tutto.
Non avrei nient'altro da dire, se non un paio di osservazioni: una è sul fatto che non capisco tanto le organizzazioni religiose che finanziano questi film della succursale Faith Films, dato che - come in questo caso - s'accontentano di poca roba come la moglie del protagonista che a un certo punto gli chiede "vieni a messa con noi domani?" o che verso metà film si rifugiano in una chiesa protestante e la pastora se ne esce con qualche discorso alla Don Matteo (s'accontentano di poco, mi pare). L'altra è che mi piacerebbe sapere se la Asylum ha finanziato questo film anche col contributo di qualche fabbrica di acqua minerale, dato che mi immagino il teledipendente americano medio che, dopo aver visto questo film, per paura dell'acqua contaminata dal rubinetto non la userà più nemmeno per dar da bere al cane o lavare la macchina.

venerdì 11 novembre 2011

Lethal alligator, ovvero Supercroc

Mostro
2007
di Scott Harper

Disponibile in ITALIANO

Battute sul nome patatinoso di questo mostro non ne facciamo, dato che ormai le hanno già fatte tutti quelli che hanno "affrontato" questo film prima di noi, e passiamo alla trama. Anzi no, perché c'è ben poco da dire, oltre al fatto che ci sono dei soldati in un bosco vicino a un fiume che iniziano a essere massacrati da un coccodrillone gigantesco, che finirà per spostarsi dal suo campestre ecosistema alla città (con l'intento di seguire le sue uova rubate da una scienziata) ma soltanto per finire morto ammazzato.

Molto probabilmente si tratta di uno dei film più modesti e più economici del nostro studios preferito, tanto che rientra fra quelle pellicole tipo Way of the vampire o Alien abduction che non sono nemmeno più messe in vetrina sul sito della Asylum. Le locations si dividono fra la solita pineta e una stanza che nella finzione del film è da qualche parte a Los Angeles ed è il quatier generale delle operazioni di questo generale che gestisce l'emergenza coccodrillone; gli ultimi minuti del film sono girati in una strada cittadina (di una piccola cittadina). A completare lo spettacolo c'è qualche immagine di repertorio di eliporti dell'esercito americano e qualche elicottero in CG in volo.
E, a proposito della CG, veniamo a lui, il protagonista: il supercroc, a cui non potrete far altro che voler bene sin dal primo istante, per poi proseguire per quei pochi attimi in cui lo si vede per tutta la durata della pellicola a cui dà il nome. Lui, che è riuscito a sopravvivere indisturbato dai tempi dei dinosauri nascosto da qualche parte nel sottosuolo contro ogni verosimiglianza scientifica; lui, con i suoi movimenti sgraziati, e il suo innato istinto di sopravvivenza che lo porterà ad avventurarsi nella "grande città" per salvare la prole non prima di essersi innalzato nell'aere per azzannare un elicottero in volo (anche se pochi minuti prima non è riuscito a fare qualcosa di meno impegnativo come arrampicarsi su un albero). Gli vorrete bene, perché gli esseri umani di sto film - come spesso e volentieri accade in questo genere di film - sono odiosi, specialmente le due donne (la soldatessa e la scienziata) che si mettono a snocciolare ininterrottamente descrizioni sulle abitudini dei coccodrilli che neanche la buonanima di Claudio Capone nei documentari di Superquark; e godrete nel pensare che, se il film continuasse anche dopo la sua fine, quell'ovetto di suprecroc darà alla luce un nuovo coccodrillone che se li mangerà tutti quanti (e scusate lo spoiler, ma lo sapete bene che ogni film a base di mostri assassini ovipari finisce con un'uovo del mostro nascosto da qualche parte che si sta schiudendo).

Concludendo, direi che l'estrema pochezza di questo film è proprio la motivazione principale per cui vi consiglio di guardarlo. So che la Asylum dai tempi in cui ha realizzato questo film poi ha iniziato a sparare anche molto più in alto, ma tornare alle origini ogni tanto può far bene.

sabato 5 novembre 2011

The terminators

Fantascienza
2009
di Xavier Puslowski

Disponibile in ITALIANO

Ecco qui un film che non so perché ho aspettato così tanto a vederlo, dato che mi suonava come qualcosa di superinteressante sin dalla prima volta che lo hanno annunciato. Voglio dire, dopo Terminator 2 s'è visto come il franchise abbia preso una svolta esclusivamente commerciale, a base di sequel cinematografici e televisivi d'infimo livello. Quindi quale cosa migliore da fare se non ripiegare su una genuina versione tarocca, senza tanti inutili fronzoli e fallite aspirazioni di originalità?
Dico questo perché con The terminators torniamo agli anni ottanta-novanta, quando fioccavano da ogni dove film a base di cyborg nerboruti e assassini, ed è quello che ci ritroviamo davanti anche in questa pellicola: su una base spaziale che orbita intorno alla terra sono fabbricati dei cyborg con l'aspetto di Paul Logan (sì, proprio lui, quello che prende a calci i megapiranha), ma questi a un certo punto si ribellano, montano su un sacco di navette e vanno sulla Terra (con Terra ovviamente nel film s'intendono gli Stati Uniti d'America, come sempre in questi casi il resto del mondo chissene), con l'intenzione di sterminare l'umanità; ma non tirando bombe atomiche sulle città più popolate, bensì uccidendo gli umani uno a uno, con i terminators armati di canotta e pistola che se ne vanno in giro per le strade della provincia americana che sparano a ogni singola persona che incontrano. Un gruppetto di sopravvissuti capitanati da uno sceriffo ispanico e una graziosa ragazzuola malvestita fuggono in un bosco, dove incontrano l'inventore dei terminators: questi è in possesso dell'unico fucile al mondo in grado di bloccare i cyborg, ma siccome lui non vuole andare in giro a fermarli tutti uno a uno come fanno loro decide che l'ideale sarebbe andare sulla stazione spaziale e premere su OFF l'interruttore che fa funzionare tutti i terminators esistenti (e quando dico spegnere il pulsante non è metaforico, c'è proprio un interruttore ON/OFF che tiene accesi i cyborg). La seconda parte del film consiste perciò nel recuperare una bombola per far andare una navetta per raggiungere la stazione, con tanto di colpo di scena che riguarda uno dei componenti del gruppo e superlotta (si fa per dire) finale.

A livello visivo il film non delude, perché il rendering dei modelli 3D tipo della stazione spaziale (tra l'altro mi sa che è la stessa di 2012 supernova) e delle navette sono parecchio belli e ben mixati con le scene dal vivo. Per il resto Paul Logan è moltiplicato nella stessa inquadratura tipo con lo strumento linear wipe di After Effects, semplice ma efficace, però avrei gradito anche qualche bella escoriazione dei cyborg che mostrano più di qualche centimetro di metallo sotto la pelle per mezzo secondo (insomma, bastava seguire qualche tutorial a tal proposito di Indy Mogul, ci stava secondo me), piuttosto che gli insensati e inutili squartamenti a cui sono sottoposti i "terminati". Per il resto, la trama non offre niente di superlativo: il gruppo di sopravvissuti rientra nella media del genre coi soliti stereotipi - l'attempato ma coraggioso uomo di legge, la ragazza con le palle, il piagnucolone e così via - e quindi le dinamiche di gruppo prendono forma di conseguenza.

Concludendo, direi che è uno di quei film che consiglio senz'altro. Un prodotto non molto dissimile da Transmorphers 2, ma vedere com'è stato rielaborato un franchise storico come Terminator nell'Asylumverse per me non ha prezzo; è un'esperienza da fare a prescindere dal risultato, ma visto che il risultato è pure bonetto direi che vale sicuramente la pena di guardarlo.

martedì 1 novembre 2011

Volete scrivere per la Asylum?

Nelle interviste i capoccia della Asylum hanno sottolineato spesso il fatto che il più delle volte  soggetti e sceneggiature mandategli per email non vengano presi in considerazione, visto che il loro modello di produzione si basa soprattutto sulle richieste dei loro acquirenti e su generi cinematografici molto specifici.

Sembra che però un'opportunità agli aspiranti sceneggiatori di b-movies ora la vogliano dare: è possibile infatti, tramite questo modulo, mandare proposte per soggetti cinematografici, sulla base di tipologie di film specifiche, elencate nella loro pagina sulla produzione.

Quindi, se avete idee per action movies, commedie o film drammatici a base di afroamericani o ispanici, oppure la trama per un film di arti marziali, fatevi sotto. Oppure vedremo cos'altro sarà richiesto in futuro...

Articolo originale: http://www.theasylum.cc/blog/2011/10/now-accepting-pitches/
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...