domenica 20 febbraio 2011

Dragonquest

Fantasy
2009
di Mark Atkins

Visto in INGLESE

Eccoci qui a recensire un prodotto della Asylum abbastanza poco noto, il loro terzo fantasy dopo Dragon e Merlino e la battaglia dei draghi. La trama è questa: un ragazzo che sta facendo il suo tirocinio presso un vecchio mago si ritrova prematuramente a dover compiere un'impresa in quanto un malvagio signore oscuro ha scatenato il suo drago di fuoco; perciò, nonostante il giovine sia ancora nella fase in cui preferisce guardare di nascosto ragazze che si fanno il bagno piuttosto che diventare un grande mago, parte alla ricerca di un consumato guerriero che se ne va in giro con in faccia una smorfia da Braccio di Ferro e la sua assistente, una guerriera con addosso un succinto completino sexy/dark (immagino che sarà stata infreddolita, visto che tutti gli uomoni se ne vanno in giro ben intabarrati invece); avventurandosi in questo universo fantasy dall'aspetto californiano dovranno cercare delle gemme che si vanno a incastonare in un talismano posseduto dal giovane mago, che una volta completo permette di evocare un candido drago buono da mandar contro a quello cattivo. Alla fine la qual cosa accadrà, e nel mentre il ragazzo affronterà l'oscuro signore, un tizio a metà strada fra l'imperatore Palpatine e Jabba the hutt, ovviamente sconfiggendolo e concludendo il tutto con il classico bacetto fra il giovane mago e la guerriera come ciliegina sulla torta, con l'amore che come sempre vince sull'odio.
Come dicevo sopra questo è un prodotto un po' secondario, non è il mockbuster di alcunché di preciso e in generale appare a mio giudizio inferiore anche rispetto a un prodotto precedente - e molto buono - come Merlino e la battaglia dei draghi (dello stesso regista tra l'altro). Infatti questo Dragonquest, pur avendo una storia a modo suo carina e senza particolari strafalcioni - la cosa di ritrovare tutte le gemme dell'amuleto mi ha fatto pensare a certe avventure punta e clicca - purtroppo pecca abbastanza nel comparto degli effetti speciali: a parte i due draghi che son ben realizzati ci ritroviamo a vedere una scena di battaglia di massa realizzata in un modo che sembra più quello di un fan film che di un film vero e proprio (anche i costumi comunque sanno un po' di cosplay), mentre la seconda scena che mi ha lasciato un po' perplesso è quella sott'acqua, resa spostando i colori verso l'azzurro e applicando una distorsione visiva al video con un rumore di bollicine di sottofondo, nient'altro. Niente che faccia urlare allo scandalo, anche se so che c'é chi se la prenderebbe per molto, molto meno, ma mi son sembrate scene un pelino troppo raffazzonate persino per loro.
In ogni caso, la pellicola in questione sembra essere un prodotto su cui gli stessi produttori non abbiano voluto puntare più di tanto, quindi ce lo teniamo così. Perciò vi avverto, non siamo di fronte a uno di quei film tipo della Asylum in cui l'esagerare con qualsiasi cosa è il piatto forte del film; questo è un film abbastanza sobrio, persino un po' anonimo, ma senza infamia e senza lode. Personalmente di questo genere preferisco Merlino ma un'occhiata anche a questo la si può dare.

Per finire segnalo la canzone dei titoli di coda Hold the memory dei Ravenswood (la prima che si sente nel video qui sotto), una band che ha collaborato con la Asylum anche per altre colonne sonore:

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