domenica 19 dicembre 2010

Allan Quatermain and the temple of skulls

Avventura
2008

di Mark Atkins

Visto in INGLESE

Per chi non lo conoscesse, Allan Quatermain è un personaggio creato da Henry R. Haggard, protagonista di diversi suoi racconti, il più famoso dei quali è Le miniere di re Salomone, in cui questo avventurero inglese di fine '800 guida una spedizione in Sudafrica sulle tracce di un esploratore sparito nell'intento di trovare questo mitico tesoro. Come si vede le caratteristiche del personaggio sono abbastanza assimilabili a quelle di Indiana Jones, e anche se in realtà le fonti di Lucas e Spielberg erano altre Allan Quatermain si è rivelato più volte anche lui molto adatto a trasposizioni cinematografiche del genere avventuroso: oltre a quella bellissima degli anni '50, ne abbiamo avute delle altre molto più in stile Indiana Jones, tanto per cavalcare l'onda; due negli anni '80 (prodotte dalla Cannon), un'altro film per la tv più recente con Patrick Swayze e infine quest'ultimo della Asylum, che sin dal titolo si proponeva di sfruttare l'uscita di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo.
Anche stavolta la Asylum non si smentisce e siamo quindi di fronte a una riproposizione della storia delle miniere di re Salomone ma fatta in modo da risparmiare praticamente su tutto. La trama, fortemente rimaneggiata anche nelle precedenti trasposizioni di questo romanzo, è qui ridotta ancor più a un vago canovaccio, la regia è alla buona e le ambientazioni non sono da meno: addirittura le scene iniziali nel bar sembrano girate in un villaggio turistico deserto (ci scommetterei che lo è veramente), e le ricostruzioni degli edifici sono quasi inensistenti e non evocano quasi per niente le ambientazioni coloniali di epoca vittoriana (si sono limitati a togliere di mezzo tv e telefoni da normali abitazioni moderne), mentre le cose migliorano col villaggio degli zulu. I rimandi all'Indiana Jones-style sono molteplici, dai battibecchi tra il protagonista e l'ammiccante lady Anna allo sciame di locuste (fatte palesemente al computer) alla frusta (presente però solo nella locandina) all'inseguimento del treno con un furgone da parte del cattivo, brutto e infido fin che vuoi ma che fa da solo le veci delle orde di nazisti che c'erano nei vari Indiana Jones.
Che dire, si tratta di un film poverissimo, cosa che però non toglie che visti i pochi mezzi a disposizione ci si poteva rifare sul lato della sceneggiatura con un po' più di impegno, qualcosa del tipo "il genio compensa la mancanza di mezzi", ma così non è stato; comunque, anche se in una qualche maniera, qualcosa hanno fatto, e personalmente apprezzo molto di più questi tentativi "poveri" che non le costosissime imitazioni di Indy tipo La mummia o Il mistero dei templari che nella sostanza valgono quanto questi rip-off very-low-budget della Asylum, se non meno. In ogni caso, siamo di fronte a una pellicola (anzi, un dvd dato che si tratta di un prodotto direct-to-video) che farà arrabbiare la massa dei pecoroni amanti del cinema mainstream, che si sentiranno imbrogliati dallo spettacolo offerto da questo film, ma piacerà agli amanti del b-movie e del cinema fatto a bassissimo costo. Come è successo a me.
L'ancor più esplicita (e ingannevole) copertina dell'edizione dvd britannica
[Recensione originariamente pubblicata qui]

venerdì 17 dicembre 2010

Death Racers

Azione, Fantascienza
2008

di Roy Knyrim

Visto in INGLESE

Innanzitutto preparatevi, perché secondo me questo film che mi accingo a recensire è semplicemente bellissimo! Si tratta di Death racers, che con un semplicissimo suffisso nominale aggiunto nel titolo plagia il recente Death Race di Paul W.S. Anderson, che a sua volta è il remake di Anno 2000 la corsa della morte (titolo originale Death Race 2000) di Paul Bartel, prodotto a suo tempo dal nostro amato Roger Corman. Ma mentre il remake hollywoodiano offre nient'altro che l'ennesima riproposizione pseudovideoludica dell'antipatico truzzismo alla The fast and the furious in chiave fantascientifica, il rispettivo mockbuster promette bene e mantiene alla grande queste promesse.
La trama riprende molto la storia dell'originale Death Race cormaniano ed è la seguente: un pazzo chiamato "The Reaper" (interpretato dal wrestler americano Raven) vuole, come sempre in questi i casi e non si sa bene per quali motivi concreti, portare il caos nella civiltà statunitense, creando chissà quali armi chimiche di distruzione di massa in un'ampia area degradata chiamata "Zona Rossa"; per combatterlo il governo americano decide di mandargli contro alcuni galeotti cazzutissimi, facendogli credere di partecipare ad un reality stile Mtv in cui, ogni coppia col suo bolide, deve entrare nella Zona Rossa e ammazzare più teppisti possibile (questo dà dei punti... vi ricordate Carmageddon?) e chi fa fuori anche the Reaper vince la gara. I partecipanti: una coppia di gangster latinoamericani con un'auto stile Camaro, con le fiamme dipinte sulla fiancata; due specie di marines militareschi con una jeep; due lesbiche (s)vestite in stile "suicide girls" a bordo di una sorta di spider conciata per Halloween; gli Insane Clown Posse (un duo rap che interpreta sé stesso, e che ha anche provveduto a buona parte della colonna sonora del film), armati di mannaia e con il loro furgoncino dei gelati tramutato in bulldozer macinatutto (anche le altre auto, si capisce, sono piene di armi posticcie). Ovviamente essendo una produzione a basso costo (tanto che per fare economia parecchie scene sono più volte riciclate all'interno del film e addirittura certe altre sono prese da altri film della stessa Asylum!) non si poteva fare una cosa come nell'originale plagiato, del tipo "bolidi che sfrecciano a tutta velocità sparandosi addosso a suon di effettoni digitali da milioni di dollari", perciò si è optato per un andamento più "on the road", in cui i concorrenti viaggiano con buon tempo verso la meta, a volte dandosi una mano altre volte ammazzandosi a vicenda (anche qui lo sviluppo dei rapporti fra i personaggi, con tanto di fuoco della passione che si accende fra due di loro, è interessante), e fermandosi di tanto in tanto a macellare qualche squilibrato mettendolo sotto o a suon calcioni, pugni, pugnalate, mutilazioni, sprangate eccetera eccetera.
E tutto questo funziona! Senza scherzare troppo, questo film ha veramente un buon ritmo, una buona regia e pure una buona fotografia, e difficilmente lo spettatore si annoierà guardandolo; il merito di questo è dovuto a varie cose, soprattutto il fatto che, nonostante non manchi qualche passaggio palesemente ridicolo, quelli della Asylum stavolta hanno approfittato di una trama del genere per sfoderare una buona dose di autoironia regalandoci delle situazioni evidentemente volute ma proprio per questo veramente sorprendenti: a un certo punto il braccio destro del cattivo, un cyborg che sembra Dolph Lundgren con la cresta, si installa fra le gambe un cazzone-trivella cibernetico con cui si tromba una delle due suicide girls!!! Quelli della Asylum rischiano spesso di sembrare involontariamente comici ma stavolta con trovate di questo tipo e maneggiando bene tutti gli elementi di cui è composto il film mi hanno sorpreso piacevolmente, perché le esagerazioni che si vedono sono perfettamente adatte al contesto, e devo dire che la presenza degli Insane Clown Posse, con il loro modo di fare da spacconi burloni, contribuisce non poco a creare questo clima di spasso delirante e dannatamente divertente. Ovviamente quelli della Asylum non avevano di certo in mente di far della critica sociale e ai mass media, che c'era per quanto poco nell'originale Death Race degli anni '70, ma ci buttano in mezzo pure qualcosa del genere, e sembra funzionare pure questo.
Forse mi sono dilungato un po' troppo su questo film, che tra l'altro difficilmente vedremo localizzato e distribuito in italiano, ma l'ho fatto solo perché mi ha fatto passare un'ora e mezza di puro divertimento cinematografico. Penso che stavolta quelli della Asylum abbiano fatto, seppur non discostandosi dal loro modo di fare solito, veramente un prodotto buono e godibile, che è riuscito laddove altre recenti pellicole che volevano riportare in auge e omaggiare un certo genere di film (del tipo Mad Max, 1997 fuga da New York, Rollerball, lo stesso Anno 2000 la corsa della morte ecc.) hanno miseramente fallito.
Mi sa che stavolta il plagio ha superato il remake autorizzato.

[Recensione originariamente pubblicata qui]

mercoledì 15 dicembre 2010

2012: Supernova

Disaster movie
2009
di Anthony Frankhauser

Disponibile in ITALIANO

Curiosamente, a proposito della la menata della fine del mondo del 2012, la Asylum aveva persino anticipato Hollywood dato che due anni fa, per cavalcare l'onda del film hollywoodiano Doomsday, la Asylum fece uscire un film che aveva come tema la profezia Maya e intitolato appunto 2012: Doomsday. Che fare quindi quando il sempre orrendo Roland Emmerich manda fuori il suo film ad alto budget sul 2012, dato che questa cartuccia è già stata sparata? Mooolto semplice: facciamo un disaster movie qualsiasi e appiccichiamoci 2012 nel titolo, dato anche che iniziare il titolo di un film con un numero conviene, tra l'altro... insomma, il proverbiale pigliare due piccioni con una fava (e forse anche qualcosa in più).
Ma veniamo al film: l'angelo bianco Leo del telefilm Streghe (Brian Krause) è un astrofisico di fronte alla minaccia di una supernova, in procinto di esplodere, che si sta avvicinando al sistema solare; per prevenire il disastro progetta uno scudo spaziale che dovrebbe riuscire a schermare l'impatto delle radiazioni, ma per portare a compimento questa impresa deve affrontare non poche difficoltà: un collega russo e una cinese con cui ha delle divergenze nell'attuazione di questo piano, terroristi iraniani, moglie e figlia in giro per il sudovest degli Stati Uniti in fuga dalle calamità naturali causate dall'avvicinamento della supernova, guasti tecnici all'emettitore di questo scudo spaziale che porteranno lui e i suoi colleghi ad andare a lavorarci direttamente nello spazio.
Devo dire che, purtroppo, gli elementi tirati in ballo sono troppi, e in maniera alquanto sconnessa per cui non siamo di fronte a un film che brilla particolarmente nemmeno in maniera involontariamente comica: il comparto visivo è buono a mio giudizio, gli effetti speciali sono ok e in particolare le scene ambientate nello spazio non hanno nulla da invidiare a Star Trek et similia; ma la trama è un polpettone poco digeribile. Sarà che mi piace molto di più quando la Asylum mi sforna film d'avventura o d'azione veri e propri, siano essi in costume o di fantascienza, e che non mi piacciono per niente i disaster movies in generale - per non parlare delle clamorose cappelle (fanta)scientifiche o delle ignorantissime banalità pseudopatriottiche in essi contenute, qualsiasi sia il loro budget - ma questo film sicuramente non andrà a finire fra i miei preferiti della Asylum. Ovviamente se siete degli 'The Asylum addicted' un'occhiata ce la potete anche dare, ma personalmente preferisco dell'altro.

lunedì 13 dicembre 2010

Dragon

Fantasy
2006
di Leigh Scott

Disponibile in ITALIANO

Eccoci di fronte a quello che, a suo tempo, era uscito come mockbuster di Eragon, ma più in generale di tutti la moda dei fantasy che dopo Il signore degli anelli è esplosa a Hollywood nell'ultimo decennio. E siamo di fronte a un film fatto veramente con poco, dato che a parte una scena di battaglia iniziale completamente realizzata in CG, il drago del titolo e qualche altro raro effetto speciale per il resto il film è fatto unicamente con un manipolo di attori in costume in un bosco. Punto. E il bello è che la cosa non è neanche poi riuscita tanto male! Capiamoci, con così poco inevitabilmente i momenti di noia non mancano, dato che il film consiste per un buon 90% in personaggi che si incontrano, parlano, discutono e poi proseguono il viaggio all'interno della foresta, dato che la trama consiste nel fatto che c'è questa principessa, di un popolo in eterna lotta con una razza di elfi/orchi, che deve raggiungere un regno vicino per chiedere aiuto; sulla strada incontra un cavaliere e il suo discepolo che la scortano ma poi incontrano anche un gruppetto di mercenari cacciatori di draghi, un'elfa abile con l'arco e una maga con gli occhi spiritati, ma a un certo punto il viaggio si trasforma in una caccia al drago, che ha dei legami particolari con alcuni di questi personaggi... tutto il resto di questo mondo fantasy è solamente evocato a parole, ma devo dire che la cosa sta su, fra colpi di scena (seppur non proprio originali), personaggi caratterizzati (anche se in maniera un po' stereotipata) e cose così.
Personalmente dello stesso genere devo dire che ho apprezzato di più Merlino e la battaglia dei draghi, dato che in quel film ci son molte più cose in gioco, ma devo dire che anche questo comunque non è stato male. Di certo è un prodotto abbastanza modesto, non uno di quei film dove la Asylum dà il meglio di sé, ma è la dimostrazione che anche con pochissimi elementi - costumi medievali, qualche spada di quelle che si comprano a San Marino, un tizio capace di usare After Effects e 3D Studio Max, un bosco e qualche video di repertorio con riprese dall'alto - si può imbastire su un film vero e proprio, non entusiasmante ma neanche punitivo come lo può essere l'originale qui plagiato.

sabato 11 dicembre 2010

Un paio di video

In questo articolo propongo un paio di video sulla Asylum trovati su internet.

Questo video sembra essere qualcosa come un piccolo making of del film Transmorphers - Fall of man, in cui i nostri dimostrano ancora una volta una certa dose di autoironia rispetto al loro operato:


Con quest'altro video invece si finisce proprio nell'autoparodia, dato che si tratta di un video realizzato dalla Asylum stessa per il Dorito’s Super Bowl ad contest:

venerdì 10 dicembre 2010

Film Asylum distribuiti in Italia da Minerva Pictures

C'erano alcuni film che già da tempo circolavano per le pay tv italiane (Alice Tv e Sky), in mano a tale PFA Films; a quanto pare a un certo punto questi devono aver fatto un accordo con la Minerva Pictures per distribuire questi film anche in dvd, insieme ad altri più recenti sempre della Asylum.
Perciò eccoveli qua:

giovedì 9 dicembre 2010

Prime indiscrezioni sul mockbuster di Thor

Ultimamente la Asylum ha sfornato più film 'originali' che 'plagi' veri e propri, a parte Mega Piranha che chiaramente fa il verso a Piranha 3D e al limite 6 Guns, che pur non avendoci molto a che fare a parte l'ambientazione western è uscito non a caso un paio di settimane prima di Jonah Hex... ma sembra che presto avremo un nuovo rip-off come si deve:


A quanto pare i nostri beniamini stanno lavorando a un mockbuster dell'imminente Thor della Marvel, il cui titolo sarà Almighty Thor, e il dio col martello sarà interpretato (se la notizia sopra linkata è autentica) da questo giovine fustaccione di nome Cody Deal, che ha fatto qualche comparsata in film mainstream come Una notte da leoni e Get him to Greek, e a vedere la sua pagina su IMDb sembra che gli venga bene la parte del centurione romano... vedremo se se la cava bene anche come eroe nordico.

Come dice la fonte, sicuramente il film uscirà intorno a Maggio del 2011 in concomitanza con l'originale marvelliano. Quindi ringraziando il fatto che le leggende nordiche sono di pubblico dominio, attenderemo con pazienza questa sfida tra la leccatissima triade norrena della Marvel e la - presumibilmente - più frugale e "cavernicola" triade norrena della Asylum.

mercoledì 8 dicembre 2010

Distribuzione italiana per Merlin and the war of the dragons

Il film Merlin and the war of the dragons del 2008 è stato distribuito in Italia dalla Eagle Pictures con il titolo Merlino e la battaglia dei draghi.

Qui trovate la scheda nel sito del distributore.

Trailer per Mega Shark vs. Crocosaurus


E' online il trailer dell'"attesissimo" sequel di Mega Shark vs. Giant Octopus, ovvero Mega Shark vs. Crocosaurus. Fra gli attori noti, personalmente ho riconosciuto soltanto Robert Picardo, che aveva interpretato il medico olografico d'emergenza nel telefilm Star Trek Voyager. Vedremo se se la caverà anche su una nave che non vola nello spazio :)

The Da Vinci treasure

Thriller
2006

di Peter Mervis

Visto in INGLESE

In questo caso la fonte è molto evidente: Il codice Da Vinci, ma anche un altro film hollywoodiano che a sua volta sfruttava il fenomeno del libro di Dan Brown, ovvero Il mistero dei templari (da qui due titoli in uno: The Da Vinci Code + National Treasure = The Da Vinci Treasure. Matematico, no?). E anche la trama riprende entrambi i film: lo studioso Michael Archer è sulle tracce di un tesoro inestimabile le cui tracce sono state nascoste da Leonardo Da Vinci nelle sue opere e in alcune delle reliquie più famose della cristianità; ad aiutarlo nella sua impresa ci sarà la linguista-antropologa italiana Giulia Pedina, che essendo italiana ha ovviamente un vescovo come padrino e non sopporta la blasfemia ma poi se ne va in giro con una scollatura vertiginosa (evvai coi luoghi comuni sugli italiani). A completare il quadro ci sarà un rivale senza scrupoli che metterà sempre i bastoni fra le ruote al nostro e così abbiamo la nostra dose di inseguimenti e scontri, uno di questi anche sul piano superiore di un bus a due piani. Il tutto si svolgerà tra Londra, Torino, Milano e l'Afghanistan, anche se tutta la troupe non si è mai mossa da Los Angeles, e si vede: sarà perché conoscendo alcuni di questi posti per me è fin troppo evidente che non è plausibile spacciare le strade di L.A. per quelle di Milano o Torino (o anche spacciare il deserto del Nevada per quello afghano, anche se non ci sono stato là), però quando prendono degli spezzoni di repertorio del centro di Milano invertendo la pellicola perché si vedano le auto guidare all'inglese (con tanto di scritte al contrario, compreso un cartellone elettorale del centrodestra) forse è un po' troppo. Per non parlare delle sequenze girate nella basilica torinese, i cui interni sono probabilmente quelli di una chiesa, magari protestante, della west coast, e anche questo risulta alquanto improponibile. Molto meglio le parti del film girate in bluescreen come quelle di quando vanno a vedere l'Ultima cena di Leonardo, ben realizzate al computer e possono ingannare facilmente uno spettatore sprovveduto. Per quanto riguarda gli enigmi, sono spesso e volentieri ingenui e ripresi dalle due fonti hollywoodiane, come gli occhialetti psichedelici con cui leggere i messaggi nascosti nella Sacra Sindone, l'apostolo che nell'Ultima Cena indica il soffitto dove c'è un mattone con un messaggio segreto, e il finale è inutilmente eclatante e a base di superesplosioni e miracoli. Quindi, traendo le conclusioni: un film ridicolo, sì; ma esattamente nella stessa misura del Codice Da Vinci e del Mistero dei templari, solo che mentre per questi ultimi si sono spesi capitali e risorse spropositati, per The Da Vinci Treasure si è speso infinitamente di meno e di certo non hanno superato la settimana di riprese, dovendolo far uscire direttamente per home video poco prima dell'uscita del Codice Da Vinci nei cinema. Gli effetti speciali saranno fatti con After Effects e invece di girarlo al Louvre lo avranno girato in casa di qualche amico del produttore, ma il risultato è praticamente lo stesso. Qualcuno potrà obiettare che questa casa di produzione sopravvive sulle idee degli altri e cose di questo genere, ma se pensiamo che Hollywood ci regala nient'altro che remake di successi del passato, trasposizioni di libri fumetti e cartoni animati, telefilm che diventano film e così via, è evidente che l'unica differenza sta nella disponibilità di capitali, e non di certo nella qualità dei prodotti.

Ecco a voi Londra in questo film, realizzata filmando il centro di Milano e capovolgendo la pellicola

[Recensione originariamente pubblicata qui]
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